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La filariosi canina

Un pericolo invisibile

La FILARIOSI è una malattia causata da un parassita veicolato dalle zanzare ed in particolare, secondo recenti studi, è la zanzara tigre la maggiore responsabile della diffusione della malattia. A seconda del parassita veicolato, la filariosi può presentare una forma cardiopolmonare (causato da Dirofilaria immitis) oppure cutanea (causato da Dirofilaria repens).

La forma più grave è la filariosi cardiopolmonare. La malattia è diffusa soprattutto al Nord, in particolare in tutta la Pianura Padana, nelle zone attorno al Po e nelle zone lacustri. Purtroppo sono in costante aumento i casi di malattia anche in altre aree geografiche: in tutta la Toscana, nelle zone pianeggianti e costiere della Sardegna e in alcune aree della Sicilia e della Campania.

Le larve del parassita Dirofilaria immitis entrano nel sistema circolatorio e, una volta diventati vermi adulti (lunghi anche 15 cm), si insediano nelle vicinanze di cuore e polmoni, provocando disturbi cardiaci e respiratori. Crescono e si diffondono in maniera massiccia tanto che, se la malattia non viene diagnosticata e curata in tempo, può portare alla morte del nostro animale. I vermi adulti delle larve di Dirofilaria Repens, invece, vanno a localizzarsi nel sottocute, procurando danni decisamente minori.

La filariosi può manifestarsi anche a distanza di mesi rispetto al momento del contagio, è perciò importante eseguire periodicamente un test di controllo presso il veterinario di fiducia per verificare che il nostro amico a quattro zampe stia davvero bene.

Dopo il contagio, la patologia si può manifestare in maniera silente (con prurito, presenza di noduli sottocutanei, diminuzione dell'appetito, stanchezza, intolleranza all'esercizio fisico, tosse secca soprattutto dopo esercizio fisico, anemia.

Se la patologia non viene trattata, i sintomi che si presentano saranno ben più gravi, come embolia polmonare, insufficienza cardiaca, accumulo di liquidi a livello addominale e segni neurologici. La filariosi cardiopolmonare può essere letale per l'animale.

La diagnosi consiste in un semplice SNAP test su sangue, con esito in meno di 10 minuti, ed esami del sangue, radiografia al torace, ecocardiografia come esami di approfondimento.

La terapia è complessa e prevede l'utilizzo di farmaci che devono essere dosati attentamente dal veterinario in base allo stadio della malattia e allo stato di salute generale dell'animale. Inoltre, se le filarie sono rimaste a lungo nel cuore dell'animale, questo probabilmente resterà cardiopatico anche dopo la terapia, poiché il danno causato al cuore non sempre è reversibile.

LA PROFILASSI DELLA FILARIOSI è la soluzione migliore per prevenire l'infestazione dovuta a questi parassiti. Il veterinario può prescrivere farmaci da somministrare per bocca, iniettabili o spot-on a fronte di un accertamento preventivo dell'assenza del parassita nei cani che potrebbero essere portatori. In zone particolarmente endemiche è bene tenere il cane in casa di notte.


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